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Nessun commento su La rieducazione del gesto grafico: cos’è e a cosa serve?

La rieducazione della scrittura, o rieducazione del gesto grafico (cioè il gesto che permette di scrivere), è un percorso individuale che aiuta il bambino o il ragazzo a consolidare o recuperare le proprie abilità grafomotorie, per giungere alla padronanza del tracciato grafico: l’obiettivo è scrivere con sufficiente chiarezza e adeguata velocità, in particolare in corsivo, che è lo stile più adatto per la nostra mano. L’importanza della scrittura a mano, oggi troppo spesso sottovalutata, va al di là del suo essere uno strumento fondamentale per la comunicazione, poiché è importantissimo anche il suo valore formativo, dato che aiuta a sviluppare pensiero e linguaggio, oltre a potenziare abilità come la concentrazione, la riflessione e lo spirito critico.

Preliminare all’inizio di ogni percorso di rieducazione è il colloquio con i genitori, per conoscere meglio il bambino e la sua famiglia. Poi il rieducatore esamina l’evoluzione delle abilità grafo-motorie attraverso l’osservazione dei disegni della scuola materna e della scrittura, a partire dai primi giorni della scuola primaria.

A volte, durante il colloquio coi genitori emergono altri aspetti che potrebbero essere correlati alla difficoltà a scrivere (problematiche emotive, psicologiche, ecc.): in questi casi si procede ad un invio ad altri specialisti. Se è presente dislessia, viene consigliato il trattamento logopedico prima di intervenire sulla scrittura.

Al colloquio conoscitivo coi genitori segue l’incontro col bambino: il rieducatore lo osserverà mentre scrive e procederà ad alcune prove per valutare la qualità dello scritto e il livello dei pre-requisiti necessari per l’apprendimento della scrittura.

La rieducazione del gesto grafico si rifà alle seguenti teorie:

  • principi di psicomotricità generale e grafo-motricità in particolare (Le Boulch);
  • principi di neurofisiologia del gesto grafico (Serratrice/Habib) e di prevenzione della disgrafia, basati sulle ricerche sulle difficoltà della scrittura manuale;
  • principi di pedagogia del gesto grafico (S. Borel-Maisonny);
  • tecniche di rieducazione della scrittura per bambini disgrafici (De Ajuriaguerra).

La rieducazione della scrittura interviene su tre aree:

  • sviluppo delle competenze di base: percezione, organizzazione spazio-temporale, schema corporeo, equilibrio, rilassamento, coordinazione visuo-motoria e oculo-manuale;
  • potenziamento della motricità fine (della mano e delle dita); impostazione della postura e dell’impugnatura corrette;
  • attività grafiche (tracciati scivolati, varie attività grafiche propedeutiche alla scrittura, realizzate con diverse tecniche, apprendimento delle lettere corsive, esercizi per i collegamenti tra le lettere).

È fondamentale, in questo percorso, ridare fiducia ad alunni spesso frustrati e che hanno perso la fiducia nelle proprie potenzialità. Negli esercizi, che partono da quelli di propedeutica, si fanno notare e si privilegiano i successi e non gli insuccessi: ad esempio, nel riprodurre una lettera o un collegamento tra lettere, si evidenzierà quello che il bambino è riuscito a fare meglio.

In questo ridare fiducia, la rieducazione della scrittura comporta un beneficio che va al di là della riabilitazione grafo-motoria, perché corregge un’immagine negativa di se stessi, con beneficio per l’intera personalità.

 

 

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